DOLORI LOMBARI ED AGLI ARTI INFERIORI

Introduzione
Il dolore alla schiena (o lombalgia) e quello agli arti inferiori può avere cause numerosissime. Tra i dolori più diffusi si può annoverare:
Lombalgia e possibili cause

Il mal di schiena o lombalgia è uno dei dolori più diffusi. Le sue cause sono numerosissime e spesso è difficile distinguerle anche dopo un’accurata visita medica e gli esami radiologici più sofisticati, come la TAC o la Risonanza Magnetica Nucleare. Per fortuna nella maggioranza dei casi la lombalgia guarisce spontaneamente nel giro di un tempo relativamente breve, da 1,5 a 3 mesi. In questi casi, che sono la maggioranza, la terapia con farmaci analgesici serve soltanto per far sì che durante questo periodo il paziente non soffra molto. È comunque molto importante cercare di mantenere una attività fisica quasi normale ed evitare assolutamente di allettarsi in modo completo per diversi giorni. Nel caso in cui, però, dovessero comparire segni e sintomi preoccupanti è bene rivolgersi subito al medico curante o ad uno specialista (terapista del dolore, ortopedico, neurochirurgo, ecc.). Tra questi segni che devono porre in allarme c’è la comparsa di lombalgia violenta per la prima volta dopo i 50 anni di età; una lombalgia che continua anche con il riposo a letto e che non si modifica con il movimento o gli sforzi fisici; una storia personale di neoplasia; un grave trauma recente; l’uso continuo di cortisone. Purtroppo anche se la tendenza naturale della lombalgia è quella di guarire spontaneamente in poche settimane, un’altra sua caratteristica è quella di recidivare dopo un tempo relativamente breve, 1-2 anni. Per rendere più rare e meno dolorose ed invalidanti queste recidive è importante svolgere una moderata ma continua attività fisica. Sono consigliate la ginnastica aerobica, il metodo Pilates, il nuoto, purché attentamente aiutati da un istruttore, o anche la semplice marcia, ma non la corsa.

Tra le cause di lombalgia a partenza dalla colonna vertebrale, le più frequenti sono la sindrome delle faccette articolari e la discopatia degenerativa. La prima, la sindrome delle faccette articolari, è dovuta ad artrosi delle piccole articolazioni vertebrali. Però anche il cattivo allineamento di queste articolazioni tra di loro come avviene per esempio nel caso della spondilolistesi (lo scivolamento di una vertebra rispetto ad un’altra contigua) può causare lombalgia. Invece la discopatia degenerativa è una patologia a carico del disco intervertebrale che può anch’essa dare soltanto una lombalgia (difficilmente distinguibile da quella provocata dalle faccette articolari) o può evolvere fino a provocare un’ernia del disco con dolore riferito ad un arto inferiore, la cosiddetta sciatica. Distinguere la lombalgia da faccette articolari da quella da discopatia degenerativa è molto importante per poter pianificare una corretta terapia, specialmente nel caso in cui il dolore perduri per più di 3 mesi e sia relativamente insensibile al trattamento farmacologico.

Un’altra causa di dolore lombare e gluteo deriva da una patologia delle articolazioni sacro iliache. Questa lombalgia difficile da diagnosticare correttamente, è diventata più frequente da quando sono aumentati gli interventi chirurgici di stabilizzazione vertebrale, specialmente quelli a carico del tratto lombo sacrale.

Artrosi articolazione coxo-femorale

Tutte le forme di lombalgia sopra elencate vanno distinte dal dolore originato dall’anca (articolazione coxo-femorale) che è causata soprattutto dall’artrosi di questa importante articolazione. Solitamente questo dolore si manifesta dopo i 60 anni ed evolve peggiorando gradualmente. Spesso il paziente tende a camminare curvo in avanti ed il dolore peggiora con la deambulazione. È sempre difficile, e spesso impossibile mettersi i calzini da seduto. Una semplice radiografia confermerà il sospetto diagnostico ed un intervento di posizionamento di protesi d’anca solitamente risolve il problema. I pazienti che non volessero, o non potessero, sottoporsi a questo intervento possono rivolgersi ad un terapista del dolore per ridurre il dolore anche se non si potrà recuperare la normale funzionalità dell’anca.

Stenosi del canale lombare
Uno dei più frequenti dolori alla schiena ed agli arti inferiori, specialmente nelle persone che hanno superato i 60 anni, è quello dovuto a stenosi del canale lombare. Si tratta di un restringimento del canale osseo vertebrale all’interno del quale sono racchiusi i nervi che innervano gli arti inferiori. Questo restringimento quando è ancora limitato, in fase iniziale, provoca dolore e stanchezza agli arti inferiori dopo un cammino di diverse centinaia di metri. Poi, quando con il passare del tempo il restringimento del canale si aggrava, il dolore e la stanchezza agli arti inferiori si verifica dopo pochi metri fino a quando, se la malattia si aggrava ulteriormente, il paziente non può più camminare neanche per pochi metri a casa. La migliore soluzione è quella chirurgica che ha come obiettivo quello di allargare il canale osseo lombare e di stabilizzare la colonna. Si tratta però di un procedimento chirurgico che con una certa frequenza si accompagna ad un mancato risultato quando non a complicanze. Nel caso in cui questo intervento chirurgico non fosse praticabile o il paziente non volesse sottoporvisi, ci si dovrebbe rivolgere ad un terapista dl dolore per trovare una idónea soluzione per il dolore ed in parte per una ripresa della funzionalità.
Artrosi del ginocchio
A livello dell’arto inferiore uno dei dolori più frequenti è quello dovuto all’artrosi del ginocchio. In questi casi il dolore è avvertito uniformemente in tutto il ginocchio, è continuo e fastidioso, è aggravato dal movimento, dalla posizione in piedi e dal portare dei pesi. Spesso è associato al ginocchio varo e/o valgo (deformazioni della corretta articolazione tra femore e tibia) ed all’obesità. Una semplice radiografia serve per confermare la diagnosi e di seguito occorrerà consultare un ortopedico per capire se è indicato un intervento di protesi del ginocchio o se invece basta ricorrere alla terapia conservativa, cioè alla terapia farmacologica ed alla fisioterapia. Nel caso in cui la terapia conservativa fosse inefficace e non vi fosse alcuna indicazione all’intervento di protesi o questo non fosse accettato dal paziente, ci si dovrebbe rivolgere ad un terapista del dolore per controllare il dolore è recuperare in parte la funzionalità.
Artrosi della caviglia

Tra i dolori del piede quello più frequente è dovuto all’artrosi della caviglia. In questi casi la caviglia è dolente in maniera continua, con peggioramenti in seguito a variazioni meteorologiche ed alla deambulazione. Il dolore è invece alleviato dal riposo. La caviglia si presenta ingrossata e si articola in maniera ridotta. Una radiografia confermerà la diagnosi. In questi casi occorrerà consultare un terapista del dolore e/o un fisiatra per ridurre il dolore e recuperare in parte la funzionalità.

Neuroma di Morton

Nella parte anteriore del piede, sotto le dita, si può a volte avvertire un dolore acuto che rende impossibile il cammino. La causa di questo dolore è il cosiddetto neuroma di Morton. Si tratta di un piccolo nervo che viene compresso da alcune ossa delle dita del piede ed in seguito a questa compressione si gonfia e si infiamma rendendo pressoché impossibile poggiare bene la parte anteriore del piede quando si cammina. Una visita specialistica di un terapista del dolore o di un ortopedico insieme ad una semplice ecografia del piede servirà per confermare la diagnosi. Subito dopo sarà sufficiente una infiltrazione del neuroma con anestetico locale e cortisone per ridurre il dolore e permettere una normale ripresa del cammino. Nel caso in cui il beneficio durasse poco tempo si può denervare il neuroma con una procedura di lesione del nervo con il calore (termolesione con radiofrequenza).

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